Caravella, Cristoforo Colombo

“Basandosi sulle carte geografiche del suocero, Colombo cominciò a convincersi che al di là delle Azzorre dovesse esserci l’Asia.

Furono così allestite tre caravelle, la Niña, la Pinta e la Santa Maria che partirono il 3 Agosto 1492 da Palos de la Frontera.

All’alba del 12 Ottobre 1492, Colombo sbarcò su un’isola, che egli battezzò San Salvador” (Fonte Wikipedia)

Non è importante il percorso che farai, ma è fondamentale che non dimentichi mai il target che vuoi colpire.

In certi casi, ti sembrerà che qualcosa possa andare storta e sarai sicuramente in grado di trovare un buon motivo (apparentemente valido) per giustificare il tuo fallimento:
 

• una riforma della scuola che non tiene conto degli interessi degli studenti universitari

• un ministro dell’istruzione senza esperienze in materia (evidentemente) pertinenti

• una crisi economica mondiale

• un governo troppo di destra e un’opposizione poco di sinistra

• un presidente del consiglio con tanti conflitti d’interesse

• etc.. (potremmo continuare all’infinito)

 

Le motivazioni. lecite o meno, saranno un nuovo elemento di distrazione da quello che è il tuo obiettivo.

Non curartene e segui la tua strada! Ti ripeto, non è importante il viaggio che farai, ma la meta che intendi raggiungere.

Anche Cristoforo Colombo, inizialmente, non sapeva che avrebbe scoperto l’America. Partì, in cerca dell’India.

Non sapeva bene quale fosse l’esatto percorso da seguire (e a quell’epoca non potè avvalersi nè di un telefono satellitare nè di Google Maps), ma era certo che avrebbe compiuto una grande impresa:

Scoprire qualcosa che nessuna aveva mai trovato prima!

La tua America è qui. Adesso. Sai che le più grandi idee e i più importanti compagni d’avventura nella vita, si trovano tra i banchi di scuola?

Non perdere tempo nelle piazze, a manifestare un malessere che ti porti dentro, fai qualcosa adesso. Per te stesso e per l’universo intero.

Ti renderai conto di quante opportunità ci sono intorno a te. 

Se qualche secolo fa, Cristoforo Colombo ha osato sognare che esistesse una terra chiamata America, riuscendo a trovare tre caravelle per cercare conferma di quella intuizione, vuoi credere davvero di non avere sufficienti mezzi per realizzare qualcosa di grande nella tua vita?

Scegli tu da che parte stare!

I Have a Dream. Martin Luther King

Tutte le persone sostengono di avere un sogno da realizzare.

Altre dicono di averlo già realizzato. Altre ancora pensano che non ce la faranno mai.

Se fate attenzione, e andate ritrovare queste tipologie di persone nel tempo, scoprirete che, a distanza di anni, nulla è cambiato.

Ovvero..

Chi sentiva di non farcela, non ce l’ha ancora fatta e con molta probabilità, non ce la farà mai.

E chi si sentiva già appagato, lo sarà ancora oggi.

Ma tu, in tutta onestà, nella giornata appena trascorsa cos’hai veramente fatto per realizzare quello che chiami il tuo sogno? Chi è sincero/a, si renderà conto, che anche oggi ha perso un’altra occasione per essere, fare ed avere di più!

Se hai speso un’altra giornata del tuo tempo a fare qualcosa che non ami, forse è davvero arrivato il momento di cambiare. 

Tutto è immobile fino a quando tu non decidi di muoverti!

E allora, abbiate coraggio, uscite da ogni tipo di compromesso e puntate in alto!

Non sprecate un solo attimo del vostro tempo per qualcosa che non valeva la pena di essere vissuto. Il rimpianto è una moneta che vale davvero poco.

Sognare non significa avere la testa tra le nuvole. Draeming is a state of a mind!

Sognare è l’unico modo per cambiare il mondo! Sognare è un’attività che non ha età, colore politico o religione. 

Comincia subito. Non servono capitali, investimenti, non devi abbandonare il tuo lavoro, cambiare città o partner. 

Serve solo un po’ di coraggio. Osare un poco per correre il rischio di vivere una vita meravigliosa!

Buon viaggio!

Quale università scegliere?Oggi parliamo di ‘Università’, e nello specifico Vi illustreremo, sotto forma di elenco, dieci pratici consigli da tenere in considerazione quando si è di fronte ad una scelta così importante: quale università scegliere?

Il primo suggerimento, che non fa parte della lista, è una sorta di avvertenza: non siate frettolosi nella scelta. Ritardare di un anno, dopo la maturità, l’iscrizione all’università non è una cosa negativa. Anzi, se sfrutterete bene quel periodo, si rivelerà come un elemento fortemente vantaggioso. Si può pensare di andare all’estero, vivere in famiglia (quindi senza dover pagare le spese di vitto e alloggio), imparare bene una lingua straniera e nel frattempo maturare una nuova decisione.

Ma torniamo a noi, e vediamo alcuni semplici accorgimenti da utilizzare prima di scegliere l’università:

        

  1. Assicuratevi della qualità del corpo docente dei corsi da frequentare
    Leggete con cura i curricula dei professori. La qualità del docente non dipende esclusivamente dal palmares di titoli accademici ottenuti. Essere stato un bravo studente non equivale ad essere un bravo professore. Informatevi sulle precedenti esperienze di insegnamento, in quali atenei, e se possibile, con quali risultati (ottenendo feedback da studenti).
     
  2. Verificare il numero massimo di studenti ammessi al corso
    Soprattutto se la facoltà non prevede il numero chiuso, cercate di scoprire da quanti studenti sono composte le classi. Trovarsi in aula con numeri troppo alti di studenti diventa un grande ostacolo alla comprensione delle lezioni. Chiedere anche informazioni sul rapporto studente : docente (quanti studenti da seguire per ogni docente).
     
  3. Partecipate alle giornate di orientamento (open day) presso gli atenei
    Cogliete tutte le opportunità per conoscere a fondo l’università a cui siete interessati. Tutti gli atenei ormai, organizzano durante l’anno alcune giornate di orientamento per le scuole superiori. In quelle occasioni, è possibile conoscere il corpo docente, parlare con gli studenti iscritti, visitare l’ateno e porre domande di ogni genere e sorta. Potrete sapere delle giornate di orientamento dal vostro orientatore oppure visitando il sito internet dell’università a cui siete interessati.
     
  4. Mettetevi al corrente delle facilities che l’ateneo offre agli studenti.
    Laboratorio linguistico, connessione wi-fi, aule computer, biblioteche online, centri di ricerca, portale per studenti, etc.. Tutto ciò che potrà essere a disposizione (e per cui pagherete) durante gli studi universitari, dovrà essere chiaro fin da subito. E’ un vostro diritto saperlo.
     
  5. Chiedete di parlare con laureati che hanno già completato il percorso di Laurea
    E’ la garanzia migliore. Avrete modo di conoscere vantaggi e svantaggi direttamente dalla voce di chi ha vissuto l’esperienza universitaria in prima persona. Per fare questo, chiedete in segreteria oppure cercate su internet, ad esempio su Facebook, quasi tutte le università hanno gruppi dedicati ai laureati. Pochi click, per conoscere tutta la verità.
     
  6. Documentatevi sulle statistiche di inserimento in carriera dei laureati.
    Ogni università, dovrebbe disporre di un documento dove presenta la situazione di inserimento in carriera dei propri ex-studenti negli ultimi anni. Verificate i tassi di inserimento, dopo quanto tempo ed in quali settori, a seconda del percorso che sceglierete.
     
  7. Chiedete informazioni sui tassi di ritiro degli studenti della facoltà che intendete frequentare
    Per avere un’idea più chiara sulla qualità dell’insegnamento offerto, potete verifica qualche verifica ulteriore, chiedendo informazioni sul tasso di ritiro degli studenti durante il I anno e di quanti studenti sono attualmente fuori corso. Un alto tasso riscontrato può far presagire ad una bassa qualità del servizio offerto, oppure ad una eccessiva concentrazioni di studenti svogliati
     
  8. Assicuratevi di poter prendere parte ad uno stage di lavoro durante il percorso di studi
    Accertatevi innanzitutto che la vostra facoltà sia in grado di organizzare un periodo di tirocinio in azienda come parte integrante del percorso di studi. Non è una cosa scontata per tutti gli studenti. Poi, verificate quali siano i criteri di selezione per partecipare ad uno stage di lavoro. Infine, informatevi anche su quali siano le imprese con cui l’università collabora e dove sarà possibile effettuare tale esperienza. Un’esperienza di stage di lavoro durante il corso di laurea vi permetterà di chiarirvi le idee su cosa fare (ma soprattutto cosa non fare da grandi) e di guadagnare tempo, senza dover rimandare lo stage alla fine degli studi, e potendo inoltre orientare gli studi post-laurea verso un settore specifico.
     
  9. Imparate le lingue straniere ed effettuate un periodo di studio all’estero
    Anche se non studierete lingue, non tralasciate lo studio delle lingue straniere, soprattutto la lingua inglese. Cogliete ogni opportunità per farlo. Questo vi permetterà, durante gli studi universitari, di andare all’estero per un breve periodo presso una università con cui il vostro ateneo collabora. Un’esperienza ulteriore, ma ormai necessaria per inserirsi a pieno titolo nel mondo del lavoro.
     
  10. Seguite la vostra passione
    Non scendete a compromessi. Mai! Cercate qualcosa che veramente vi appassiona. Non scegliete se non ne siete certi. Non seguite la scelta di un amico/a. Non prendete la prima occasione solo per l’esperienza di vivere lontani da casa. Correrete solo il rischio di vivere la vita di qualcun altro. Una vita di seconda mano. Prendete il tempo che vi serve. E puntate in alto! Solo così, rischierete di vivere una vita straordinaria!
     

L’ultimo consiglio, sarebbe in effetti l’unico da seguire, per garantirsi una vita meravigliosa.

Ma per fare ciò, spesso non si è subito pronti. Molto spesso, alla fine delle scuole superiori, non sappiamo ancora cosa vorremo fare da grandi. Ed in certi casi, la soluzione più semplice, potrebbe sembrare quella di parcheggiarsi in qualche università, in attesa che ci arrivi un’idea migliore.

Non perdete tempo! (leggete il suggerimento iniziale, se proprio non sapete cosa fare)

Di seguito, Vi riporto l’intervento (per me, di grande ispirazione) di Steve Jobs (Fondatore di Apple Computer) durante la cerimonia di conferimento dei Diplomi di Laurea presso l’Università di Stanford (USA).

Per Steve Jobs, a cui poi non sono mancate le idee, l’università ha rappresentato un periodo di grande transizione, che è durato solo 6 mesi. Poi, ha deciso di ritirarsi dagli studi, e seguire un corso di scrittura (ecco perchè i caratteri dei computer Macintosh sono così belli), senza sapere bene perchè. Solo successivamente (circa un anno più tardi), ha deciso di chiudersi in un garage con il suo amico di sempre, per fondare una delle più importanti aziende del mondo!

Quindi, non demordete, basta un’idea per cambiare il mondo!

EuroOggi prendiamo spunto da un articolo pubblicato alcuni giorni fa su Italia Sette Oggi.

Se infatti il rapporto OCSE del 2007 presenta una spesa media per studente sostenuta dallo stato di $ 7723, viene facile pensare che questi soldi siano spesi male.

Di questi solid,  poco più di 6.000 Euro che lo Stato spende per ogni studente italiano, circa 800 Euro (in media, vd. grafico a fine pagina), sono pagati direttamente dallo studente.

Si tratta di cifre che incidono sul bilancio di molte famiglie, ma si tratta anche di importi irrisori se si pensa ai costi delle grandi università americane.

Se guardiamo agli Stati Uniti, per ogni figlio che nasce, ogni famiglia inizia a mettere i propri risparmi nel salvadanaio, per permettere ai propri figli, quando saranno grandi di frequentare un’importante università.

E chi non può permettersi di far fondo ai risparmi familiari, ma ha grandi sogni da realizzare, può sempre rivolgersi alle agenzie che erogano prestiti, da restituire una volta terminati gli studi (ma anche se non ti laurei, devi pagare lo stesso!), oppure puntare all’ottenimento di una borsa di studio.

Le borse di studio negli Stati Uniti sono erogate dalla Fondazioni Universitarie (tema di attualità anche in Italia). Tali Fondazioni promuovono una serie di attività (Fund-Raising) per la raccolta di fondi da destinare all’Università che rappresentano.

Alcuni dati interessanti sulla raccolta fondi delle Università negli USA:

• Nel 1992, l’Università di Stanford ha promosso una raccolta fondi (per la prima volta nel mondo)  riuscendo ad ottenere un miliardo di dollari.
• Nel 2001, Università di Berkeley ha raccolto fondi per 1.4 miliardi di dollari (un record per un’università pubblica).
• Nel 2004, l’Università del Texas-Austin ha completato la propria campagna a quota 1.63 miliardi di dollari.
• Recentemente, la Columbia University ha deciso di puntare molto in alto, lanciando una campagna di raccolta fondi con l’obiettivo di raggiungere almeno 4 miliardi di dollari entro il 2011.

Nel 2006, secondo il “Council for Aid to Education (CAE)”, le donazioni alle università americane hanno superato i 28 miliardi di dollari.

Le università che ne hanno tratto maggiori benefici dalle campagne di fund-raising sono state:

1. Stanford University
2. Harvard University
3. Yale University
4. University of Pennsylvania
5. Cornell University
6. University of Southern California
7. Johns Hopkins University
8. Columbia University
9. Duke University
10. University of Wisconsin-Madison

Nelle prime 10 università USA, solo una è pubblica (l’ultima della lista). Tutte le altre appartengono alla sfera privata. Sintomo di un sistema che deve necessariamente far quadrare i conti, offrire un servizio eccellente e guadagnare stima e prestigio selezionando e poi preparando i migliori laureati del paese.

Oltre alle grandi aziende che attraverso donazioni alla fondazioni USA (non solo universitarie) beneficiano di sgravi fiscali, non è raro trovare tra i grandi donors, alumni di ogni estrazione sociale. Infatti, i benefattori, orgogliosi dell’istruzione ricevuta, a seconda della disponibilità, decidono di donare piccole o grandi cifre ai propri atenei come riportato in un articolo del ‘The Chronicle of Philanthropy’ :

American Universities Top Donors in 2007:

  1. David G. and Suzane D. Booth (Finanza) con $ 300 milioni alla University of Chicago
  2. Helen L. Kimel (Immobiliare) con $ 150 milioni alla New York University
  3. Robert and Catherine McDevitt (Finanza) con $ 50 milioni alla Syracuse University
  4. R. Michael and Mary Shanahan (Finanza) con $ 25 milioni alla Harvey Mudd College
  5. Will and Beverly O’Hara (Finanza) con $ 16 milioni alla University of Texas
  6. William R. Fry (Finanza) con $ 15 milioni alla University of Indiana

In effetti, le grandi università per mantenere un certo livello, devono condurre importanti campagne di fund-raising, soprattutto per avere il sostegno dei propri ex-studenti, una volta laureati.

Per fare ciò, devono preparare laureati di successo. E per produrre laureati di alto valore, devono essere in grado di attrarre e selezionare studenti eccellenti. Per attrarre studenti eccellenti però, le università devono avvalersi di docenti riconosciuti internazionalmente, atenei all’avanguardia e biblioteche superfornite. Ma per ammettere studenti di grande valore, che però non possono pagarsi gli studi, le università hanno necessità di raccogliere sufficienti fondi per offrire borse di studio.

Quindi, in America, i grandi donors alle università godono chiaramente di sgravi fiscali (e forse non solo). Ma perchè in Italia non si può applicare lo stesso principio?

Ci sarebbero meno evasori e più risorse da reinvestire nell’istruzione universitaria.

Di seguito, riporto una lista (elaborata e pubblicata da Italia Sette Oggi) che riporta il numero di studenti e la retta media versata da ogni studente per ateneo:

UNIVERSITA’ STATALI
ATENEO
STUDENTI PAGANTI
RETTA MEDIA
Università di Siena
17.139
€ 1.576,8

Università di Pavia
19.720
1.446,2

Università Statale di Milano
56.798
1.332,8

Politecnico di Milano
35.451
1.328,8

Università di Bologna
80.951
1.244,1

Università di Padova
54.828
1.240,2

Università di Modena e Reggio Emilia
15.013
1.183,8

Università di Urbino
14.830
1.163,8

Università di Brescia
12.438
1.096,4

Università di Venezia (Ca’ Foscari)
16.699
1.094,8

Università di Parma
24.489
1.071,6

Università Statale di Torino
55.951
1.056,1

Università di Trieste
17.682
1.018

Politecnico di Torino
21.586
1.012,7

Università di Verona
19.111
984,8

Università di Genova
31.995
957,3

Università di Firenze
55.788
950,7

Università di Milano Bicocca
27.486
948,8

Università di Perugia
29.055
910,7

Università di Pisa
49.175
810,2

Università di Camerino
8.588
805,4

Università di Campobasso
9.014
793,2

Università di Ancona
13.500
760,7

Università di Bergamo
12.528
751,1

Università di Bari
42.986
708,6

Università di Roma III
34.484
667

Università di Roma (La Sapienza)
130.725
647,2

Università di Messina
34.799
622,8

Università di Napoli (Seconda Università)
24.872
621,9

Università di Roma (Tor Vergata)
33.508
611,1

Università de L’Aquila
20.302
591,5

Università di Napoli (Federico II)
84.468
542,9

Università di Salerno
35.163
523,3

Università di Catania
52.546
523

Univerità di Catanzaro
10.236
476,2

Università di Cagliari
29.033
445,9

Università di Palermo
56.732
432,3

Università di Lecce
24.903
376,9

Politecnico di Bari
9.979
302,1

Somma
1.324.551
33.632
Media
33.963
862
UNIVERSITA’ PRIVATE
ATENEO
STUDENTI PAGANTI
RETTA MEDIA
Università Bocconi (Milano)
11.518
8.094,5

Università LUISS (Roma)
5.737
7.222,8

Università LIUC (Castellanza)
1.907
5.475,3

Università IULM (Milano)
5.638
4.265,7

Università Cattolica (Milano)
35.011
3.389

Università LUMSA (Roma)
8.033
2.975,6

Somma
67.844
31.423
Media
11.307
5.237

Fonte Ufficiale: Dati MIUR elaborati e pubblicati da Italia Oggi Sette il 17 Novembre 2008.

Barack Obama, John McCain, Sarah Palin, Joe Biden
Ormai ci siamo!

Mancano poche ore e poi sapremo chi sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Tutto il mondo è in fibrillazione poichè non si tratta (solo) di eleggere il nuovo presidente americano ma anche di sapere:

  1. Chi prenderà il controllo del più influente paese del mondo, nell’attuale scacchiere mondiale in preda ad una grande crisi economia
     
  2. chi vincerà tra John McCain e Brack Obama. Se saranno i repubblicani a vincere le elezioni, probabilmente cambierà ben poco. Se invece vinceranno i democratici (ma soprattutto Barack Obama), probabilmente non cambierà niente ma almeno per qualche secondo, il mondo intero penserà che ci sia stata una svolta.
Devo ammettere che la campagna elettorale di Obama è stata davvero entusiasmante e suggestiva. Non si è sentito parlare dei programmi politici (almeno in Europa), ma il marketing virale degli strateghi di Barack ha davvero lasciato il segno.

E se l’America ha tutta l’aria di un termometro planetario, Facebook riporta dati assolutamente interessanti su ciò che accade online. Questi alcuni numeri sui due candidati:

  •  Entrambi i candidati hanno centinaia di gruppi su Facebook. E questa non è una novità!
  • Tra i due, Barack Obama ha la pagina ufficiale con il maggior numero di fan: 2.249.814
     
  • John McCain, nella sua pagina ufficiale si ferma a 625.650 fan
     
  • Per quanto riguarda invece i gruppi aperti che parlano dei due candidati, questa è la situazione:

    Barack Obama: ha il gruppo aperto con il maggior numero di iscritti che conta 881.000 persone

    John McCain: tra i gruppi aperti in suo favore, il più numeroso raggiunge quota 625.650 

Passiamo ai candidati per la vice-presidenza:

  • Joe Biden, vice di Barack Obama conta 172.470 fan nella sua pagina ufficiale. Ci sono poi molti gruppi aperti a suo nome, ma con un numero di iscritti che non supera le 20.000 persone
     
  •  Sarah Palin, vice di John McCain ha invece un seguito molto più ampio. La sua pagina ufficiale ha 450.022 iscritti. Tra i gruppi aperti a suo nome, ce ne sono molti. Dobbiamo anche dire però che molti di questi gruppi sono però contro la candidata Sarah Palin.
Insomma, sarà battaglia fino alla fine. Quello che emerge è che la novità ‘Barack Obama’ piace sia offline che online. Sarah Palin attira molte attenzioni, non sempre però in modo positivo per repubblicani. Anzi.. John McCain dopo una partenza molto lenta ha perso un po’ della sua legnosità iniziale.. 

Chi vincerà?

A questo punto, non ci resta che attendere i risultati di questa lunga notte elettorale!

Buon divertimento!

P.S..di seguito un simpatico video sui due principali candidati alle elezioni americane 2008!

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