03 Dic 2008
Categoria: Generale

“Basandosi sulle carte geografiche del suocero, Colombo cominciò a convincersi che al di là delle Azzorre dovesse esserci l’Asia.
Furono così allestite tre caravelle, la Niña, la Pinta e la Santa Maria che partirono il 3 Agosto 1492 da Palos de la Frontera.
All’alba del 12 Ottobre 1492, Colombo sbarcò su un’isola, che egli battezzò San Salvador” (Fonte Wikipedia)
Non è importante il percorso che farai, ma è fondamentale che non dimentichi mai il target che vuoi colpire.
In certi casi, ti sembrerà che qualcosa possa andare storta e sarai sicuramente in grado di trovare un buon motivo (apparentemente valido) per giustificare il tuo fallimento:
• una riforma della scuola che non tiene conto degli interessi degli studenti universitari
• un ministro dell’istruzione senza esperienze in materia (evidentemente) pertinenti
• una crisi economica mondiale
• un governo troppo di destra e un’opposizione poco di sinistra
• un presidente del consiglio con tanti conflitti d’interesse
• etc.. (potremmo continuare all’infinito)
Le motivazioni. lecite o meno, saranno un nuovo elemento di distrazione da quello che è il tuo obiettivo.
Non curartene e segui la tua strada! Ti ripeto, non è importante il viaggio che farai, ma la meta che intendi raggiungere.
Anche Cristoforo Colombo, inizialmente, non sapeva che avrebbe scoperto l’America. Partì, in cerca dell’India.
Non sapeva bene quale fosse l’esatto percorso da seguire (e a quell’epoca non potè avvalersi nè di un telefono satellitare nè di Google Maps), ma era certo che avrebbe compiuto una grande impresa:
Scoprire qualcosa che nessuna aveva mai trovato prima!
La tua America è qui. Adesso. Sai che le più grandi idee e i più importanti compagni d’avventura nella vita, si trovano tra i banchi di scuola?
Non perdere tempo nelle piazze, a manifestare un malessere che ti porti dentro, fai qualcosa adesso. Per te stesso e per l’universo intero.
Ti renderai conto di quante opportunità ci sono intorno a te.
Se qualche secolo fa, Cristoforo Colombo ha osato sognare che esistesse una terra chiamata America, riuscendo a trovare tre caravelle per cercare conferma di quella intuizione, vuoi credere davvero di non avere sufficienti mezzi per realizzare qualcosa di grande nella tua vita?
Scegli tu da che parte stare!

Tutte le persone sostengono di avere un sogno da realizzare.
Altre dicono di averlo già realizzato. Altre ancora pensano che non ce la faranno mai.
Se fate attenzione, e andate ritrovare queste tipologie di persone nel tempo, scoprirete che, a distanza di anni, nulla è cambiato.
Ovvero..
Chi sentiva di non farcela, non ce l’ha ancora fatta e con molta probabilità, non ce la farà mai.
E chi si sentiva già appagato, lo sarà ancora oggi.
Ma tu, in tutta onestà, nella giornata appena trascorsa cos’hai veramente fatto per realizzare quello che chiami il tuo sogno? Chi è sincero/a, si renderà conto, che anche oggi ha perso un’altra occasione per essere, fare ed avere di più!
Se hai speso un’altra giornata del tuo tempo a fare qualcosa che non ami, forse è davvero arrivato il momento di cambiare.
Tutto è immobile fino a quando tu non decidi di muoverti!
E allora, abbiate coraggio, uscite da ogni tipo di compromesso e puntate in alto!
Non sprecate un solo attimo del vostro tempo per qualcosa che non valeva la pena di essere vissuto. Il rimpianto è una moneta che vale davvero poco.
Sognare non significa avere la testa tra le nuvole. Draeming is a state of a mind!
Sognare è l’unico modo per cambiare il mondo! Sognare è un’attività che non ha età, colore politico o religione.
Comincia subito. Non servono capitali, investimenti, non devi abbandonare il tuo lavoro, cambiare città o partner.
Serve solo un po’ di coraggio. Osare un poco per correre il rischio di vivere una vita meravigliosa!
Buon viaggio!
Oggi parliamo di ‘Università’, e nello specifico Vi illustreremo, sotto forma di elenco, dieci pratici consigli da tenere in considerazione quando si è di fronte ad una scelta così importante: quale università scegliere?
Il primo suggerimento, che non fa parte della lista, è una sorta di avvertenza: non siate frettolosi nella scelta. Ritardare di un anno, dopo la maturità, l’iscrizione all’università non è una cosa negativa. Anzi, se sfrutterete bene quel periodo, si rivelerà come un elemento fortemente vantaggioso. Si può pensare di andare all’estero, vivere in famiglia (quindi senza dover pagare le spese di vitto e alloggio), imparare bene una lingua straniera e nel frattempo maturare una nuova decisione.
Ma torniamo a noi, e vediamo alcuni semplici accorgimenti da utilizzare prima di scegliere l’università:
L’ultimo consiglio, sarebbe in effetti l’unico da seguire, per garantirsi una vita meravigliosa.
Ma per fare ciò, spesso non si è subito pronti. Molto spesso, alla fine delle scuole superiori, non sappiamo ancora cosa vorremo fare da grandi. Ed in certi casi, la soluzione più semplice, potrebbe sembrare quella di parcheggiarsi in qualche università, in attesa che ci arrivi un’idea migliore.
Non perdete tempo! (leggete il suggerimento iniziale, se proprio non sapete cosa fare)
Di seguito, Vi riporto l’intervento (per me, di grande ispirazione) di Steve Jobs (Fondatore di Apple Computer) durante la cerimonia di conferimento dei Diplomi di Laurea presso l’Università di Stanford (USA).
Per Steve Jobs, a cui poi non sono mancate le idee, l’università ha rappresentato un periodo di grande transizione, che è durato solo 6 mesi. Poi, ha deciso di ritirarsi dagli studi, e seguire un corso di scrittura (ecco perchè i caratteri dei computer Macintosh sono così belli), senza sapere bene perchè. Solo successivamente (circa un anno più tardi), ha deciso di chiudersi in un garage con il suo amico di sempre, per fondare una delle più importanti aziende del mondo!
Quindi, non demordete, basta un’idea per cambiare il mondo!
Oggi prendiamo spunto da un articolo pubblicato alcuni giorni fa su Italia Sette Oggi.
Se infatti il rapporto OCSE del 2007 presenta una spesa media per studente sostenuta dallo stato di $ 7723, viene facile pensare che questi soldi siano spesi male.
Di questi solid, poco più di 6.000 Euro che lo Stato spende per ogni studente italiano, circa 800 Euro (in media, vd. grafico a fine pagina), sono pagati direttamente dallo studente.
Si tratta di cifre che incidono sul bilancio di molte famiglie, ma si tratta anche di importi irrisori se si pensa ai costi delle grandi università americane.
Se guardiamo agli Stati Uniti, per ogni figlio che nasce, ogni famiglia inizia a mettere i propri risparmi nel salvadanaio, per permettere ai propri figli, quando saranno grandi di frequentare un’importante università.
E chi non può permettersi di far fondo ai risparmi familiari, ma ha grandi sogni da realizzare, può sempre rivolgersi alle agenzie che erogano prestiti, da restituire una volta terminati gli studi (ma anche se non ti laurei, devi pagare lo stesso!), oppure puntare all’ottenimento di una borsa di studio.
Le borse di studio negli Stati Uniti sono erogate dalla Fondazioni Universitarie (tema di attualità anche in Italia). Tali Fondazioni promuovono una serie di attività (Fund-Raising) per la raccolta di fondi da destinare all’Università che rappresentano.
Alcuni dati interessanti sulla raccolta fondi delle Università negli USA:
• Nel 1992, l’Università di Stanford ha promosso una raccolta fondi (per la prima volta nel mondo) riuscendo ad ottenere un miliardo di dollari.
• Nel 2001, Università di Berkeley ha raccolto fondi per 1.4 miliardi di dollari (un record per un’università pubblica).
• Nel 2004, l’Università del Texas-Austin ha completato la propria campagna a quota 1.63 miliardi di dollari.
• Recentemente, la Columbia University ha deciso di puntare molto in alto, lanciando una campagna di raccolta fondi con l’obiettivo di raggiungere almeno 4 miliardi di dollari entro il 2011.
Nel 2006, secondo il “Council for Aid to Education (CAE)”, le donazioni alle università americane hanno superato i 28 miliardi di dollari.
Le università che ne hanno tratto maggiori benefici dalle campagne di fund-raising sono state:
1. Stanford University
2. Harvard University
3. Yale University
4. University of Pennsylvania
5. Cornell University
6. University of Southern California
7. Johns Hopkins University
8. Columbia University
9. Duke University
10. University of Wisconsin-Madison
Nelle prime 10 università USA, solo una è pubblica (l’ultima della lista). Tutte le altre appartengono alla sfera privata. Sintomo di un sistema che deve necessariamente far quadrare i conti, offrire un servizio eccellente e guadagnare stima e prestigio selezionando e poi preparando i migliori laureati del paese.
Oltre alle grandi aziende che attraverso donazioni alla fondazioni USA (non solo universitarie) beneficiano di sgravi fiscali, non è raro trovare tra i grandi donors, alumni di ogni estrazione sociale. Infatti, i benefattori, orgogliosi dell’istruzione ricevuta, a seconda della disponibilità, decidono di donare piccole o grandi cifre ai propri atenei come riportato in un articolo del ‘The Chronicle of Philanthropy’ :
American Universities Top Donors in 2007:
In effetti, le grandi università per mantenere un certo livello, devono condurre importanti campagne di fund-raising, soprattutto per avere il sostegno dei propri ex-studenti, una volta laureati.
Per fare ciò, devono preparare laureati di successo. E per produrre laureati di alto valore, devono essere in grado di attrarre e selezionare studenti eccellenti. Per attrarre studenti eccellenti però, le università devono avvalersi di docenti riconosciuti internazionalmente, atenei all’avanguardia e biblioteche superfornite. Ma per ammettere studenti di grande valore, che però non possono pagarsi gli studi, le università hanno necessità di raccogliere sufficienti fondi per offrire borse di studio.
Quindi, in America, i grandi donors alle università godono chiaramente di sgravi fiscali (e forse non solo). Ma perchè in Italia non si può applicare lo stesso principio?
Ci sarebbero meno evasori e più risorse da reinvestire nell’istruzione universitaria.
Di seguito, riporto una lista (elaborata e pubblicata da Italia Sette Oggi) che riporta il numero di studenti e la retta media versata da ogni studente per ateneo:
| UNIVERSITA’ STATALI | ||
|
ATENEO
|
STUDENTI PAGANTI
|
RETTA MEDIA
|
|
Università di Siena
|
17.139
|
€ 1.576,8
|
|
Università di Pavia
|
19.720
|
€ 1.446,2
|
|
Università Statale di Milano
|
56.798
|
€ 1.332,8
|
|
Politecnico di Milano
|
35.451
|
€ 1.328,8
|
|
Università di Bologna
|
80.951
|
€ 1.244,1
|
|
Università di Padova
|
54.828
|
€ 1.240,2
|
|
Università di Modena e Reggio Emilia
|
15.013
|
€ 1.183,8
|
|
Università di Urbino
|
14.830
|
€ 1.163,8
|
|
Università di Brescia
|
12.438
|
€ 1.096,4
|
|
Università di Venezia (Ca’ Foscari)
|
16.699
|
€ 1.094,8
|
|
Università di Parma
|
24.489
|
€ 1.071,6
|
|
Università Statale di Torino
|
55.951
|
€ 1.056,1
|
|
Università di Trieste
|
17.682
|
€ 1.018
|
|
Politecnico di Torino
|
21.586
|
€ 1.012,7
|
|
Università di Verona
|
19.111
|
€ 984,8
|
|
Università di Genova
|
31.995
|
€ 957,3
|
|
Università di Firenze
|
55.788
|
€ 950,7
|
|
Università di Milano Bicocca
|
27.486
|
€ 948,8
|
|
Università di Perugia
|
29.055
|
€ 910,7
|
|
Università di Pisa
|
49.175
|
€ 810,2
|
|
Università di Camerino
|
8.588
|
€ 805,4
|
|
Università di Campobasso
|
9.014
|
€ 793,2
|
|
Università di Ancona
|
13.500
|
€ 760,7
|
|
Università di Bergamo
|
12.528
|
€ 751,1
|
|
Università di Bari
|
42.986
|
€ 708,6
|
|
Università di Roma III
|
34.484
|
€ 667
|
|
Università di Roma (La Sapienza)
|
130.725
|
€ 647,2
|
|
Università di Messina
|
34.799
|
€ 622,8
|
|
Università di Napoli (Seconda Università)
|
24.872
|
€ 621,9
|
|
Università di Roma (Tor Vergata)
|
33.508
|
€ 611,1
|
|
Università de L’Aquila
|
20.302
|
€ 591,5
|
|
Università di Napoli (Federico II)
|
84.468
|
€ 542,9
|
|
Università di Salerno
|
35.163
|
€ 523,3
|
|
Università di Catania
|
52.546
|
€ 523
|
|
Univerità di Catanzaro
|
10.236
|
€ 476,2
|
|
Università di Cagliari
|
29.033
|
€ 445,9
|
|
Università di Palermo
|
56.732
|
€ 432,3
|
|
Università di Lecce
|
24.903
|
€ 376,9
|
|
Politecnico di Bari
|
9.979
|
€ 302,1
|
|
Somma
|
1.324.551
|
€ 33.632
|
|
Media
|
33.963
|
€ 862
|
|
UNIVERSITA’ PRIVATE
|
||
|
ATENEO
|
STUDENTI PAGANTI
|
RETTA MEDIA
|
|
Università Bocconi (Milano)
|
11.518
|
€ 8.094,5
|
|
Università LUISS (Roma)
|
5.737
|
€ 7.222,8
|
|
Università LIUC (Castellanza)
|
1.907
|
€ 5.475,3
|
|
Università IULM (Milano)
|
5.638
|
€ 4.265,7
|
|
Università Cattolica (Milano)
|
35.011
|
€ 3.389
|
|
Università LUMSA (Roma)
|
8.033
|
€ 2.975,6
|
|
Somma
|
67.844
|
€ 31.423
|
|
Media
|
11.307
|
€ 5.237
|
Fonte Ufficiale: Dati MIUR elaborati e pubblicati da Italia Oggi Sette il 17 Novembre 2008.

Ormai ci siamo!
Mancano poche ore e poi sapremo chi sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti d’America.
Tutto il mondo è in fibrillazione poichè non si tratta (solo) di eleggere il nuovo presidente americano ma anche di sapere:
E se l’America ha tutta l’aria di un termometro planetario, Facebook riporta dati assolutamente interessanti su ciò che accade online. Questi alcuni numeri sui due candidati:
Barack Obama: ha il gruppo aperto con il maggior numero di iscritti che conta 881.000 persone
John McCain: tra i gruppi aperti in suo favore, il più numeroso raggiunge quota 625.650
Chi vincerà?
A questo punto, non ci resta che attendere i risultati di questa lunga notte elettorale!
Buon divertimento!
P.S..di seguito un simpatico video sui due principali candidati alle elezioni americane 2008!